: Psico Design ep. 41 : KINTSUGI

KINTSUGI, il significato nascosto in un tatuaggio

 

in questo mini articolo della rubrica “KINTSUGI – la psicologia dei disegni” affrontiamo il significato e la simbologia della VIA DEL PENNELLO da un punto di vista magari leggendario o magari primordiale per applicarlo nella rappresentazione di un tatuaggio

 

in ogni caso, si tratta di favole che ci fanno sognare, la scienza qua non esiste

 

la corteccia pre frontale del cervello qua non ha appigli, ci muoviamo all’interno delle emozioni del cervello limbico o dell’istinto del cervello rettiliano

 

KINTSUGI

 

questo strano nome…
ci ho messo un po per ricordarmelo e all’inizio non sapevo neanche che cavolo era, a parole

 

ma ad immagini si, eccome!

 

in Giappone hanno una fenomenale cultura per le ceramiche
le adorano, le venerano e sono al centro di tantissimi rituali storici – come quello del thé per esempio

ma sai com’è… ogni tanto le cose cadono a terra
e le ceramiche si rompono

 

in mille cocci
alcuni grandi e milioni di piccoli

 

i giapponesi allora prendono i cocci grandi e lasciano andare tutto il resto
li rimettono in fila e ci fanno colare nel mezzo l’oro, per saldare di nuovo insieme i pezzi

 

un trauma distrugge tutto

 

la polvere che non serve viene spazzata via
colate d’oro chiudono le cicatrici
e la ceramica ora è ancor più bella di prima

 

fottutamente più bella di prima

 

e più preziosa, mooooooolto più preziosa
e unica, inimitabile

 

puoi provare a romper mille ciotole uguali ma non si romperanno mai nello stesso modo

 

ecco, che la caduta che ha mandato in frantumi la ceramica è anche quella che ha creato lo spazio per la colata d’oro

 

prima quello spazio non c’era mica
era una ceramica come le altre, anonima, imitabile, normale

 

ora è stupenda, unica, preziosa

 

grazie a quella caduta e alla possibilità di vedere la bellezza collaterale nascosta dentro l’evento traumatico

 

c’è sempre, quella possibilità
c’è sempre la resilienza, da qualche parte
c’è sempre, il kintsugi

 

 

with love,

by Lady Sara